Pompe di calore · 9 minuti di lettura
Come fa a produrre più energia di quanta ne consuma
Una pompa di calore non genera calore: lo sposta. Preleva energia termica dall'aria esterna — presente anche a temperature sotto zero — e con un ciclo frigorifero la porta alla temperatura utile per l'impianto. L'elettricità serve solo ad azionare il compressore.
Il rapporto tra calore reso ed elettricità assorbita si chiama COP; la sua media stagionale è lo SCOP. Uno SCOP di 4 significa che tre quarti del calore che entra in casa sono gratuiti e rinnovabili.
La variabile decisiva: la temperatura di mandata
Più l'acqua deve essere calda, meno la pompa di calore rende. Con un pavimento radiante a 35 °C si ottengono SCOP superiori a 4,5; con radiatori a 55 °C si scende intorno a 3–3,3. Oltre, conviene sempre meno.
Per questo la domanda giusta non è «quale pompa di calore compro» ma «a che temperatura riesco a scaldare casa mia». Si può verificare con una prova semplice: in una settimana fredda, abbassare la mandata della caldaia a 50 °C e controllare se il comfort resta accettabile.
Casa isolata o casa anni '70?
In un edificio recente o riqualificato (cappotto, infissi nuovi) la pompa di calore è quasi sempre la scelta migliore, e permette di eliminare del tutto l'allacciamento al gas se si passa a un piano cottura a induzione.
In un edificio non isolato con radiatori piccoli, una pompa di calore sola rischia di lavorare sempre al limite. Qui il sistema ibrido dà il meglio: la pompa di calore copre il 60–70% della stagione e la caldaia interviene solo nelle giornate più rigide.
Acqua calda sanitaria e accumuli
A differenza della caldaia combinata, la pompa di calore non produce acqua calda istantanea: serve un bollitore, da 200 a 300 litri per una famiglia. Va previsto lo spazio — un locale tecnico, una lavanderia, il garage.
In molti impianti si aggiunge un piccolo accumulo inerziale sul circuito di riscaldamento, che garantisce il volume d'acqua minimo per gli sbrinamenti e riduce le accensioni.
Contatore, rumore, posizionamento
Tre aspetti pratici da verificare prima dell'acquisto:
- Potenza elettrica impegnata: spesso servono 4,5 o 6 kW al posto dei 3 kW standard.
- Posizione dell'unità esterna: lontana da camere da letto proprie e dei vicini, con flusso d'aria libero e scarico della condensa di sbrinamento.
- Distanza dal locale tecnico: tubazioni brevi e ben isolate riducono le dispersioni.
Incentivi disponibili
La sostituzione di un generatore esistente con una pompa di calore o un sistema ibrido rientra nel Conto Termico, che eroga un contributo diretto dal GSE in tempi brevi, e nelle detrazioni fiscali per l'efficienza energetica. I due strumenti non sono cumulabili sullo stesso intervento: nel preventivo confrontiamo quale conviene nel tuo caso.