Climatizzatori · 7 minuti di lettura
Parti dalla potenza, non dal prezzo
L'errore più comune è scegliere il climatizzatore in offerta e solo dopo chiedersi se è adatto alla stanza. La potenza si esprime in BTU/h o in kW (12000 BTU equivalgono a circa 3,5 kW) e va rapportata al carico termico del locale, cioè a quanto calore entra in estate.
La regola pratica dei 300–350 BTU per metro quadro funziona per stanze standard con soffitti a 2,70 m. Va corretta verso l'alto per ultimi piani sotto tetto, grandi vetrate a sud o ovest, cucine a vista e locali molto frequentati.
| Superficie | Potenza indicativa | Esempio tipico |
| fino a 25 m² | 9000 BTU · 2,6 kW | camera, studio |
| 25–40 m² | 12000 BTU · 3,5 kW | soggiorno |
| 40–60 m² | 18000 BTU · 5,0 kW | open space |
| 60–80 m² | 24000 BTU · 7,0 kW | grande zona giorno, ufficio |
Perché sovradimensionare è un errore
Un climatizzatore troppo potente raggiunge la temperatura in pochi minuti e poi si ferma, per ripartire poco dopo. In questi cicli brevi non ha il tempo di deumidificare: l'aria resta «appiccicosa» e per sentirsi bene si finisce per abbassare ancora il termostato. Risultato: più consumi, più sbalzi, meno comfort.
Gli inverter modulano la potenza e tollerano un leggero sovradimensionamento, ma non fanno miracoli: sotto una certa soglia non possono scendere.
SEER e SCOP: leggere l'etichetta energetica
Il SEER misura l'efficienza stagionale in raffrescamento, lo SCOP quella in riscaldamento. Un SEER di 6,1 corrisponde alla classe A++, da 8,5 in su alla A+++. La differenza non è teorica: su 500 ore di utilizzo estivo, un 12000 BTU in A+++ consuma circa 70 kWh in meno di uno in A+.
Se pensi di usare il climatizzatore anche per scaldare, guarda con attenzione lo SCOP e la temperatura minima di funzionamento: i modelli migliori garantiscono la resa fino a −15 o −20 °C.
La rumorosità, soprattutto in camera
Il dato da cercare è la pressione sonora dell'unità interna alla velocità minima: sotto i 22 dB(A) la macchina è praticamente inudibile. Attenzione anche all'unità esterna, per il rispetto dei vicini e dei limiti del regolamento comunale: i modelli di fascia alta hanno una modalità notturna che riduce i giri del ventilatore.
Mono, dual o canalizzato?
Il monosplit è il più semplice ed efficiente. Il multisplit collega da due a cinque unità interne a una sola esterna: si sceglie quando lo spazio fuori è poco o il regolamento condominiale lo impone. Il canalizzato nasconde tutto nel controsoffitto ed è la scelta da valutare in fase di ristrutturazione.
- Un solo locale da climatizzare → monosplit
- Due o tre stanze e un solo balcone → multisplit
- Ristrutturazione con controsoffitti → canalizzato
- Affitto o vincoli architettonici → portatile, sapendo che consuma di più
Cosa incide sul costo di installazione
Un'installazione standard — unità interna ed esterna sulla stessa parete, tre metri di tubazioni, scarico condensa a caduta — ha un costo contenuto. Il prezzo sale con la distanza tra le unità, la necessità di pompe di scarico condensa, canaline lunghe, carotaggi su muri spessi e lavori in quota che richiedono piattaforma o ponteggio.
Diffida dei preventivi «tutto compreso» fatti senza aver visto nemmeno una foto: le sorprese arrivano il giorno dei lavori.