Caldaie · 8 minuti di lettura
Il calore che le vecchie caldaie buttavano via
Bruciando metano si produce vapore acqueo. Nelle caldaie tradizionali questo vapore esce dal camino a oltre 120 °C portando con sé una quota importante di energia. La caldaia a condensazione ha uno scambiatore più grande che raffredda i fumi fino a farli condensare: il vapore torna acqua e cede il suo calore latente all'impianto.
È per questo che i rendimenti dichiarati superano il 100% se riferiti al potere calorifico inferiore: non è magia, è una convenzione di calcolo. In termini reali il rendimento stagionale si colloca intorno al 92–94%.
Quando condensa davvero
La condensazione avviene solo se l'acqua di ritorno dall'impianto è sotto i 55 °C circa. Con un pavimento radiante succede sempre; con i radiatori succede quando la temperatura di mandata viene abbassata nelle giornate meno fredde.
Qui entra in gioco la termoregolazione: una sonda esterna o un termostato modulante permettono alla caldaia di lavorare alla temperatura più bassa compatibile con il comfort. È l'accessorio che fa la differenza tra un risparmio del 10% e uno del 25%.
Fumi e condensa: i due requisiti di installazione
I fumi freddi e umidi non hanno tiraggio naturale e sono leggermente acidi: serve un condotto a tenuta, in pressione, in materiale plastico idoneo. Nella maggior parte dei casi si intuba la canna fumaria esistente; in alternativa, dove i regolamenti lo consentono, si realizza uno scarico a parete.
La condensa — da uno a due litri l'ora a pieno regime — va convogliata in uno scarico delle acque reflue domestiche. Se non c'è uno scarico vicino si utilizza una piccola pompa di rilancio.
Che potenza scegliere
Per il solo riscaldamento di un appartamento medio servono 8–12 kW. La potenza di targa si sceglie soprattutto in base all'acqua calda sanitaria.
| Potenza sanitario | Portata acqua calda | Adatta a |
| 24 kW | circa 14 l/min | un bagno, un prelievo alla volta |
| 28 kW | circa 16 l/min | due bagni |
| 35 kW | circa 20 l/min | tre bagni, villette |
Lavaggio dell'impianto e trattamento dell'acqua
Gli scambiatori moderni hanno passaggi sottili: fanghi e calcare li ostruiscono in pochi anni. La norma UNI 8065 prevede il lavaggio dell'impianto prima della sostituzione del generatore, l'installazione di un filtro defangatore magnetico e, in base alla durezza dell'acqua, un trattamento con condizionante chimico o addolcitore. Un preventivo serio li indica sempre.
Incentivi: cosa è cambiato
In attuazione della direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici, dal 2025 le caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili non rientrano più tra gli interventi che danno diritto alle detrazioni fiscali. Restano agevolabili i sistemi ibridi e le pompe di calore.
Se la caldaia da sostituire ha più di 15 anni, vale la pena farsi preparare due preventivi a confronto — sola caldaia e sistema ibrido — valutando il costo netto dopo gli incentivi e il risparmio annuo atteso.